Avvisi dal 21 FEBBRAIO al 1 MARZO 2026

SABATO 21 FEBBRAIO 2026
17.00 LAVENONE S.MESSA
(Intenzioni: Ribola Bernardo; Tonino, Fiorenzo Mineli e Padre Fiorenzo)
18.00 NOZZA S.MESSA
19.00 PROMO S.MESSA
(Intenzioni: Paolo, Alice, Eugenio e Marì)
21.00 NOZZA Oratorio S.Messa (Neocatecumenali)
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18.00 CASTO S.MESSA
19.15 AURO SOSPESA
20.00 MURA Triduo dei defunti: S.MESSA e Adorazione Eucaristica
DOMENICA 22 FEBBRAIO 2016
I DOMENICA DI QUARESIMA (Gen 2,7-9;3,1-7; Dal Sal 50(51); Rm 5,12-19; Mt 4,1-11)
Giornata della Parrocchia
08.30 NOZZA S.MESSA
10.00 VESTONE S.MESSA con consegna del Vangelo al 2° anno
18.00 VESTONE S.MESSA
(Intenzioni: Luciano e fam. Laffranchi; Venzi Sergio e Giuseppe)
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09.30 COMERO - Tendone ABCF S.MESSA con consegna del Vangelo al 2° anno
15.00 MURA Triduo dei defunti: S.MESSA e Adorazione Eucaristica
LUNEDI' 23 FEBBRAIO 2026
09.00 VESTONE S.MESSA
10.00 NOZZA Ricovero S.MESSA
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08.30 MALPAGA S.MESSA
MARTEDI' 24 FEBBRAIO 2026
09.00 NOZZA Cappellina S.MESSA
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20.00 COMERO San Carlo S.MESSA
MERCOLEDI' 25 FEBBRAIO 2026
09.00 VESTONE S.MESSA
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18.00 MURA San Domenico S.MESSA
GIOVEDI' 26 FEBBRAIO 2026
17.00 LAVENONE S.MESSA
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17.00 ALONE S.MESSA
18.00 AURO S.MESSA
VENERDI'  27 FEBBRAIO 2026
Astinenza
09.00 VESTONE S.MESSA
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18.00 CASTO Addolorata S.MESSA
SABATO 28 FEBBRAIO 2026
17.00 LAVENONE S.MESSA
18.00 NOZZA S.MESSA
19.00 PROMO S.MESSA
(Intenzioni: Corti Daniele; Francesco e Bona)
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18.00 CASTO S.MESSA
19.15 AURO S.MESSA
DOMENICA 1 MARZO 2016
II DOMENICA DI QUARESIMA (Gen 12, 1-4; Dal Sal 32; 2 Tm 1, 8-10; Mt 17, 1-9)
08.30 NOZZA S.MESSA
10.00 VESTONE S.MESSA
(Intenzioni: don Luigi Bellini; Nina e Piero)
18.00 VESTONE S.MESSA
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09.30 COMERO - Tendone ABCF S.MESSA

ALTRI APPUNTAMENTI


Dal lunedì al venerdì alle ore 06,30, per tutta la QUARESIMA:
Ufficio delle letture e Lodi con la comunità neocatecumenale nella Cappellina di NOZZA.
Lunedì 23: ore 20,30 Oratorio di Vestone:
“Una vita mossa dallo Spirito” – Magistero online per catechisti/e e adulti con md. Eliana Zanoletti
Mercoledì 25: ore 20,30 “In ascolto della Parola di Dio” al Santuario di AURO.
Sabato 28: dalle 10,30 alle 11,30 possibilità di accostarsi al sacramento della CONFESSIONE presso le chiese
di VESTONE (don Vigilio) e CASTO (don Bernardo).
Nel pomeriggio di domenica 1° marzo: Meeting diocesano dei Chierichetti a Brescia

CELEBRAZIONE della VIA CRUCIS
VENERDÌ 27 FEBBRAIO: ore 20,00 in chiesa a VESTONE e MURA
DOMENICA 1° MARZO: ore 16,00 in chiesa a VESTONE (guidata dall’Azione Cattolica)

Riprende il cammino… quest’anno percorreremo un tratto della VIA CLANIS (Arezzo e dintorni)
da LUN. 24 a DOM. 30 agosto 2026
Costo previsto in fase di definizione ma compreso tra i 500 e i 550 €, caparra da versare post iscrizione di 200 €.

CI SONO ANCORA OTTO POSTI
chi volesse aggiungersi (soli parrocchiani dell’unità pastorale) invii una mail a parrocchianozza@gmail.com
con l’indicazione del/i nome/i del/i partecipante/i.
essendoci ancora pochi posti,
i primi che si iscrivono hanno la precedenza.

Il cammino non è una semplice vacanza.
Alla fine di ogni tappa ci si prende del tempo per vivere anche un’esperienza spirituale.

Funerali della settimana: FRANZONI LAURA MARTA (Vestone)

Messaggio del Santo Padre LEONE XIV per la QUARESIMA 2026
ASCOLTARE E DIGIUNARE. LA QUARESIMA COME TEMPO DI CONVERSIONE

Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno. Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.

ASCOLTARE Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.
È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».

DIGIUNARE Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.
Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.
Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.

INSIEME Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.

Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore. Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.